Tecniche di pesca

Le platesse sono pesci piatti e di solito si nascondono sul fondale marino, per cui sono difficili da pescare. Per questo motivo sono state escogitate tecniche di pesca che disturbano i pesci piatti e li fanno sollevare dal fondo in modo da poterli poi catturare con le reti.

Esistono vari modi per disturbare le platesse, ad esempio pescare con una rete alla quale sono fissate grosse catene che strisciano sul fondo, oppure con reti che emettono piccole scariche elettriche. Alcune tecniche sono in uso da generazioni, altre sono relativamente nuove e innovative. Queste tecniche di pesca vengono chiamate demersali e ne illustreremo qui gli esempi più importanti.

Tecnica con la sfogliara

La sfogliara è costituita da una rete da traino mantenuta aperta orizzontalmente da un’asta metallica posta sul lato anteriore della rete. Alle estremità dell’asta/tubo sono fissate due pesanti slitte o “scarpe” in acciaio che possono venire trascinate sul fondale marino. Nella parte iniziale le maglie sono più grandi che in quella finale, ragion per cui il pesce sottomisura può liberarsi e quindi sfuggire alla cattura. Alla sfogliara vengono spesso fissate varie catene che servono a “disturbare” la platessa per farla sollevare dalla sabbia. Per questo motivo in olandese esse vengono chiamate “catene sveglia”.

La pesca con la sfogliara è la tecnica più antica e tradizionale ed è stata sviluppata dai pescatori olandesi dopo la seconda guerra mondiale.

Per rendere la pesca con la sfogliara più sostenibile, a partire dall’inizio del ventunesimo secolo si sono sperimentate varie modifiche dell’attrezzatura. Le catene sono state sostituite da fili di elettrodi che emettono piccole scosse elettriche. Il pesce piatto viene in questo modo disturbato senza rovinare il fondale, e viene eliminata la resistenza dovuta al trascinamento delle catene, per cui il peschereccio consuma meno combustibile.

Tecnica con impulsi elettrici

Il Pulskor è un dispositivo che, tramite impulsi elettrici (piccole scariche di max. 15 Volt) spaventa i pesci e li fa sollevare dal fondo e nuotare dentro la rete. I pesci non vengono né uccisi né narcotizzati dagli impulsi elettrici, ma solo spaventati. La tecnica a impulsi sostituisce le tradizionali catene utilizzate con la sfogliara. In questo modo l’apparecchiatura è più leggera. Per questo motivo nella pesca con il Pulskor il consumo di carburante è dal 20 al 40% inferiore rispetto a quello della pesca con catene. Altri vantaggi sono un minore impatto sui fondali, una maggiore selettività durante la pesca – meno pesca secondaria -  e un maggiore rendimento.

Tecnica con il Sumwing

Anche il Sumwing costituisce un’innovazione del tradizionale metodo di pesca con la sfogliara. Con il Sumwing si sospende sopra il fondale un profilo alare che sostituisce il tubo con le pesanti slitte alle estremità. Anche in questo modo si diminuisce fortemente la resistenza dovuta al trascinamento e quindi il consumo di carburante. Il rendimento è più o meno lo stesso di quello ottenuto con la pesca al pesce piatto tradizionale, ma si ottiene una maggiore selettività (minore pesca secondaria) e un aumento della qualità del pescato.

Tecnica con il twinrig

La pesca con il twinrig è una forma moderna di pesca a strascico in cui due reti vengono unite fra loro. Sui lati esterni del dispositivo sono fissati dei divergenti e fra le reti sono posizionate le “scarpe”, pesi da trascinare sul fondale. In questo modo un piccolo cutter è in grado, con una potenza molto ridotta e a bassa velocità, di pescare su ampie superfici. La pesca con il twinrig si sta rapidamente affermando come alternativa alla pesca con la sfogliara in quanto rispetta maggiormente l’ambiente grazie al ridotto consumo di carburante e all’inferiore impatto sui fondali. Con il multirigging vengono unite più di due reti, ad esempio tre coppie di due reti.

Il viaggio della platessa

Da dove proviene la vostra platessa?

Sapete da dove proviene la platessa che avete nel piatto? La maggior parte delle platesse provengono dal Mare del Nord e vengono pescate nella zona antistante la costa olandese. Il Mare del Nord è pulito e ricco di cibo, rappresenta un’importante “sala parto” per i pesci piatti ed è particolarmente adatto alla pesca fin dall’antichità. Questo mare viene sfruttato in modo sostenibile ed è il meglio gestito e più studiato al mondo. Continuate a leggere per ulteriori informazioni sul “viaggio” fatto dalla platessa per arrivare sul vostro piatto.

Per saperne di più

Curiosità sulla platessa

La famiglia dei pesci piatti

La platessa è un pesce piatto molto comune nelle acque europee. I pesci piatti sono caratterizzati dalla presenza degli occhi sul lato superiore della testa. Esistono molti tipi di pesci piatti, ma la platessa è facilmente riconoscibile dai puntini rosso-arancione. Una particolarità del pesce piatto è che nasce affusolato ma che dopo alcune settimane subisce una particolare metamorfosi. Continuate a leggere per saperne di più su questa metamorfosi e scoprire altre curiosità sulla platessa.

Per saperne di più

Ricette e preparazione

Ispirazione per nuove ricette

Sono moltissime le curiosità sulla platessa ma non dimentichiamo che essa è prima di tutto un pesce estremamente gustoso! Date un’occhiata alle nostre tante deliziose ricette.      

Per saperne di più